Il doppio sogno di Marseglia

da | 10 Lug, 2019

Altaroma tra recupero e poesia

Tessuti abbandonati, destinati all’oblio.
In una Altaroma che parla spesso di riciclo, che contesta con alcune performance gli sprechi della società odierna, la sfilata di Italo Marseglia parla di recupero.
Parola d’ordine che vige chiaramente sin dalla ideazione stessa di questa collezione, poetica, delicata, curata.
Una passerella sospesa tra opposti non troppo lontani.
Il giorno e la notte, la malizia e la pudicizia, l’infanzia e l’eta’ adulta, il sogno e la realta’.
Complice una suggestiva regia curata da Rossano Giuppa e le musiche dei Mòn si viene facilmente proiettati nella stanza di una bimba sonnambula che (forse) sogna, (forse) indossa davvero abiti rubati dall’armadio della madre. Una protagonista che di certo viaggia, esplora, racconta, emoziona.
Un ponte ulteriore, tra il passato ed il futuro che in un attimo riesce a raccontare la doppia vita di ogni singolo abito creato con cura da Marseglia e dal suo team.
La collezione si (s)tinge di bianco, i merletti sono antichi eppure perfettamente moderni e il denim ha ricevuto nuova vita attraverso innovative tecniche di sbiancamento nel rispetto delle norme per la salvaguardia ambientale e delle acque che lo hanno reso assolutamente leggiadro e per questo abbinabile ad abiti dal sapore antico.
Marseglia semplifica il linguaggio che aveva utilizzato per raccontare la collezione nel corso della passata edizione, senza perdere i riferimenti colti, i passaggi lenti e curati.
In passerella, il tempo sembra avere velocità diverse e ciascuno spettatore puo’ scegliere quale tipo di lettura sposare, tanto quanto quale abito indossare.
I pizzi dal sapore vittoriano trovano nuova vita grazie a reinterpetazioni moderne di capi classici, che abbracciano lo streetwear e lo sportswear senza perdere un minimo di eleganza ed unicita’.
Interessanti le collaborazioni innescate a monte del progetto: la maison francese Sophie Hallette, il ricamificio Lusi, l’azienda capitolina Fratelli Bassetti Tessuti, l’azienda islandese Atlantic Leather, leader mondiale nella concia di pellami di recupero provenienti dall’industria ittica alimentare da cui e’nata la produzione degli accessori della collezione.