Camilla Pane

da | 12 Giu, 2019

La fashion designer Camilla Pane è la vincitrice del Digital Award Nts, uno dei premi messi a disposizione da Never tee Stop nell’ambito della GDD Fashion Week. Camilla entra di diritto tra i creativi che fanno parte di Nts Lab e avrà la possibilità di creare una mini capsule che sfilerà in uno degli eventi invernali della GDD Fashion Week.

In attesa di scoprire quale sarà il mood della collezione, conosciamo meglio la designer ventunenne neo laureata all’Accademia Italiana di Arte Moda e Design di Firenze. “Sono nata e cresciuta a Napoli, un luogo carico di ispirazione per un creativo”, racconta Camilla che ama definirsi “una ragazza socievole e disponibile” che si mette in gioco imparando da ogni persona e situazione le capiti nella vita.

Una giovane ribelle che combatte per i proprio sogni: “Il mio percorso nell’ambito moda è iniziato ufficialmente tardi perché ho frequentato un liceo scientifico…Cinque anni di puro inferno – ammette Camilla – non perché sia successo qualcosa di grave, semplicemente non ho avuto altra scelta. Nonostante volessi fare un percorso artistico, i miei genitori hanno gentilmente pensato che la mia passione fosse temporanea e che ignorandola avrei cambiato percorso in futuro…” E invece? “Fortunatamente, finito il liceo, si sono resi conto dell’errore commesso, anche se a fin di bene, e mi hanno lasciata libera di fare ciò che sentivo. Così un giorno mi sveglio fisso il colloquio all’Accademia Italiana e lì inizia il mio percorso di laurea finito a Maggio 2019”.

Un percorso intenso: “notti in bianco, vita privata che rasentava lo zero, insomma, sono stati tre anni immersivi, ma non avrei potuto chiedere di meglio, sono veramente orgogliosa di quello che ho fatto e di come sono cresciuta e maturata, artisticamente e non, grazie a questa esperienza”.

Ma riavvolgiamo il nastro della vita di Camilla. Torniamo indietro a quando è ancora bambina e scopriamo che per un momento della sua vita “intorno ai sei, sette anni…Insomma subito dopo il periodo principessa..” il suo sogno è quello di diventare giornalista. “Poi improvvisamente a otto anni decisi di fare la stilista…Ho ricordi indelebili di me con il mio quadernino nero e la matita, subito dopo scuola, mentre guardavo i cartoni a casa dei nonni, che cercavo di fare vestiti di Altissima Moda per i miei personaggi preferiti”.

Gia in quel periodo affiora in Camilla il senso che vuole dare alla parola “moda”. E infatti “sin da piccola sono sempre stata abbastanza critica con me stessa, insomma tutti hanno qualcosa di sè che non vorrebbero avere o che cambierebbero, ma quella sensazione di benessere che il vestito giusto, che l’outfit giusto, ti dà, ti fa dimenticare di tutti quei difetti che magari solo tu vedi. Quel pizzico di autostima in più che ti rende fiero di essere te stesso, quasi intoccabile, che chiunque può criticarti ma tu sei totalmente al di sopra”.

E questo allora la moda per te? “Sì…è la possibilità di apparire al meglio delle tue potenzialità, di dimostrare a chiunque tua personalità ..Ecco perché fare moda per me significa contribuire a rendere la vita, o anche solo una giornata di quella persona che sceglie un mio capo, migliore. Non c’è nulla di più gratificante del rendersi utili e dare una mano”.

Quali sono le ispirazioni delle tue creazioni? “L’ispirazione è un po’ ovunque, tutto può ispirare, un paesaggio, una foto, un film, un dipinto… Io credo fortemente che la bravura di uno stilista stia nell’andare a ricercare aspetti unici e personali, praticamente commentare in chiave moda, qualcosa che lo colpisca. Personalmente sono molto affascinata dall’architettura e dalla musica quando disegno, ma non mi faccio mai mancare opere d’arte e ispirazioni grafiche… Il mio telefono è un continuo screenshot di qualsiasi cosa penso sia interessante, una marea di Questa sarebbe una bella idea per…”.

Sogni per il futuro? Il futuro è una bella incognita, sono giovane, abbastanza ambiziosa, ho la classica carica da neolaureata, ma bisogna tenere i piedi per terra. Mi piacerebbe un giorno aprire un mio marchio o collaborare con degli amici sempre del settore, ma più realisticamente ci sono anche diversi brand per cui amerei lavorare. Nel mentre mi do da fare, sono aperta a qualsiasi esperienza e cerco di realizzare, nel mio piccolo qualche progetto personale”.